L’indipendenza dall’Euro aiuterà l’Inghilterra a uscire meglio e prima dalla crisi

By | 26 febbraio 2014

Si fa un gran parlare anche dalle nostre parti di una potenziale uscita dall’euro del nostro paese. Uscita che creerebbe per i detrattori di questa posizione instabilità, e che invece per chi la appoggia potrebbe aprire la porta delle opportunità ad un paese, l’Italia, che sta faticando più degli altri a rimettersi in carreggiata.

In molti prendono ad esempio il Regno Unito, che con la sua banca centrale ha la possibilità di muoversi con margini più ampi rispetto allo strettissimo corridoio fissato dalla BCE, corridoio entro il quale, sembra essere opinione piuttosto diffusa tra gli analisti, l’elefante italia avrebbe una certa difficoltà a muoversi.

indipendenza-euro-inghilterraPrima però di scegliere da quale parte schierarsi, è sicuramente meglio informarsi su come funzioni la Banca Centrale inglese, e in cosa sia diversa dalla BCE. Ci hanno pensato quelli di forexiamo, che hanno dedicato uno speciale alle differenze tra Francoforte e Londra.

La BCE, che per statuto ha come unico obiettivo il controllo dell’inflazione, è sempre stata fedele allo spirito che portò alla sua creazione: una banca centrale per diversi paesi, che avrebbe imposto la rigorosa linea tedesca e che avrebbe chiuso i rubinetti della liquidità infinita per paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia (i poco elegantemente detti PIGS). Niente più rotative per le banconote che girano a pieno regime, ma una quantità di liquidità limitata e in linea con una economia che vede la sua moneta forte e non vittima dei giochi e degli obiettivi dei politici dei paesi membri.

Dall’altra parte della barricata, Londra si è mossa con margini più ampi, intervenendo più volte a modificare i tassi di interesse per dare una mano alla sua economia di riferimento, e sostanzialmente disinteressandosi del mantra di Francoforte, il diktat tedesco che vuole una economia europea sana e senza il controllo dei parlamenti.

I risultati sembrano dare ragione all’Inghilterra, che in virtù della sua indipendenza ha potuto far fluttuare la sua sterlina nella maniera più consona ad equilibrare la sua bilancia commerciale, mentre a Francoforte, neanche a dirlo, pare che l’unica cosa che interessi sia continuare per la via indicata dai tedeschi, con le ovvie sofferenze per le economie più fragili dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

A leggere quanto dicono quelli di Forexiamo la tentazione potrebbe anche venire, ma non scordiamoci di quello che era la Lira Italiana: poco più di carta straccia, una carta straccia attaccabile praticamente da chiunque e che ci creava, a suo tempo, enormi problemi sul lato del debito interno (gli interessi erano molto più alti) e sul fronte delle importazioni.

Una scelta difficile, e che andrebbe valutata senza il rumore di fondo degli urli dei fanatici di entrambi gli schieramenti. Ammesso che questo, come una politica monetaria seria, sia possibile in un paese politicamente ed economicamente sgangherato come l’Italia.